Sempre più spesso le persone scrivendomi o entrando a LABottega chiedono: ‘Chi c’è dietro Orangioia? Quanti siete? Chi siete? La risposta è ogni volta, semplicemente: ’Io’ 

Una piccolissima parolina egocentrica o schiva, a seconda della sfumatura con la quale si pronuncia.

Facile per me stare dietro il tavolo da disegno e mandare avanti illustrazioni, grafica, idee, colori, parole. Quando alzo lo sguardo dal foglio, c’è il laboratorio, il materiale, i clienti, i fornitori, l’organizzazione. Una girandola che si moltiplica intorno a me, a cui cerco di dare sempre la motivazione iniziale del respiro, del bello, della cura…

Quando sboccia qualcosa, non lo puoi fermare: lo annaffi, ne riconosci la preziosità e sei orgoglioso che tutti vedano. 

Così faccio con le mie creazioni, che amo mostrare, mandando avanti loro, nascondendo me, dietro.

Il tempo passa, le cose scorrono, le persone intorno aumentano, fanno scudo, fanno specchio, danno conferme. Così ti svegli una mattina e all’ennesima domanda: ‘Chi è Orangioia?’ scatta la voglia di dire:

‘Va bene, oggi ci metto la faccia.’

Ed ecco una foto. Qui è quando il bravissimo Marcello Scopelliti è riuscito a fermarmi, e non succederà spesso.